Mal di testa a grappolo, conduttore di altre malattie: un fastidio per il lavoro

Chi nutre una forte sofferenza per il mal di testa a grappolo può essere soggetto, più degli altri, ad altre malattie. Queste poi incidono sulla vita e sul lavoro.

La cefalea a grappolo è una forma di mal di testa che porta un dolore molto intenso e localizzato in quella zona. Il suo arrivo lo si avverte subito e può condizionare anche tanti aspetti della nostra vita quotidiana. Inoltre, questo problema si lega ad altre patologie che possono colpire chi ne soffre. Insomma, l’attenzione quando si parla di questo problema non può che essere alta.

Mal di testa a grappolo
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Sappiamo molto bene come certi problemi ne inneschino degli altri. La medicina è sempre al lavoro per scoprire di più su questo aspetto. Infatti, uno studio condotto dal Karolinska Institutet di Stoccolma ha messo in luce proprio questa relazione. La ricerca è stata, poi, pubblicata su Neurology ed ha riscosso un certo interesse in ambito medico.

Quando si parla di mal di testa dobbiamo sempre prestare attenzione ai sintomi a cui si lega. Dallo studio, infatti, è emerso che il mal di testa a grappolo porta ad un rischio tre volte più alto di essere coinvolto in altre patologie. Possiamo parlare di malattie cardiache, disturbi mentali e patologie neurologiche. Insomma, le conseguenze non sono affatto da prendere sottogamba.

Mal di testa a grappolo, fautore di altre malattie: lo studio

Quando si parla di cefalea a grappolo si parla di un mal di testa molto intenso che colpisce tante persone. Perlopiù sono colpiti gli uomini ma anche le donne non ne sono esenti. Questo mal di testa può colpire anche per tanti giorni consecutivi, si può spingere anche per settimane intere. La sua intensità può essere breve, per 15 minuti, oppure lunga. per ore e ore, con effetti molto profondi sulla qualità della vita.

Alcune persone ne soffrono in maniera cronica. Queste vedono molta difficoltà nella conduzione di alcune giornate che sono molto impegnative. Lo studio di riferimento ha coinvolto più di 3.000 persone che presentavano questo problema. Queste persone erano comprese in una fascia d’età che andava dai 16 ai 64 anni. Queste sono state messi a confronto con 16 persone simili per vari fattori. Successivamente, gli studiosi hanno visto i sussidi di invalidità e registri di lavoro. Le informazioni sono servite per vedere i giorni di lavoro causati da patologie e invalidità.

La prima, forte, differenza si legava ai giorni di assenza: 63 per chi soffriva il mal di testa contro 34. Oltre questo dato, si è evidenziato il 92% aveva una patologia diversa dal mal di testa a grappolo. Le donne sono risultate essere più sfortunate degli uomini. Le prime erano con una percentuale del 96% mentre i secondi del 90%.

Le conseguenze della cefalea a grappolo

Quando si parla di mal di testa a grappolo si parla di un problema che deve essere analizzato bene. Questo incide sulla nostra vita e lo fa in maniera molto forte. Dall’autrice della ricerca, Caroline Ran, si scopre che questa malattia non solo porta ad altre patologie. Ma per chi ne è affetto, lavorare è molto difficile. Difficoltà resa possibile tramite patologie e disabilità. Le persone analizzate avevano, infatti, perso ben quattro volte più giorni di lavoro rispetto a chi presentava solo la cefalea a grappolo.

Come si cura la cefalea a grappolo?

I trattamenti per questa malattia non sono ancora definite, come non sono ancora definite le cause che la innescano. La ricerca lavora per comprendere meglio tale problema. Da come segnala il portale dell’Humanitas, ci sono trattamenti legati ad antidolorifici mirati che vengono somministrati in via sottocutanea.

Ci sono anche possibili, per i pazienti critici e resistenti ai farmaci, di intervenire in maniera chirurgica tramite un’operazione invasiva chiamata deep brain stimulation che va ad intervenire proprio sull’ipotalamo posteriore. In genere, chi ne soffre dovrebbe avere una vita sana con alimentazione equilibrata, senza fumare.

L’articolo contiene informazioni che hanno scopo informativo e divulgativo. Sono studi apparsi su riviste di settore che svelano le ricerche in materia. Queste, però, non hanno la pretesa di sostituirsi al normale consulto medico. Pertanto, in caso di problemi sempre meglio rivolgersi allo specialista di fiducia.

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