Perché si muore tre volte? La teoria fa il giro del web: la metamorfosi di Eagleman

Tra i temi più affascinanti per l’uomo c’è la metamorfosi, un processo che appartiene a tutte le specie animali. È una sorta di area di confine tra vita e morte, andiamo a scoprire tutto quello che c’è da sapere.

Ognuno di noi attraversa varie trasformazioni nel corso della nostra vita. Queste non solo da un punto di vista fisico, anche se è il cambiamento più evidente. Ma parliamo anche di modifiche da un punto di vista emotivo, mentale o spirituale. Ogni individuo, infatti, sperimenta una forma di cambiamento che è diversa da persona a persona, a seconda degli eventi che la vita ci mette davanti.

METAMORFOSI
fonte foto: Canva

La metafora più riconoscibile a cui possiamo paragonare le nostre vite è quella di un bruco che si trasforma in farfalla, non c’è esempio migliore per descrivere questo processo. I diversi ostacoli e trionfi che affrontiamo nella vita ci spingeranno a svilupparci e crescere come individui, nella nostra forma migliore. La metamorfosi non è altro che questa trasformazione.

A parlare di questa trasformazione è stato anche il neuroscienziato David Eagleman, puntato il dito principalmente al momento della morte. Su questo argomento, ha spiegato che ci sono tre momenti che possono raccontare il processo della morte: la prima quanto il corpo smette di funzionare, la seconda quanto il corpo viene inserito nella tomba ed il terzo quando il nome viene pronunciato l’ultima volta ed arriva in un momento futuro.

Che cos’è la metamorfosi?

Prima di andare ad approfondire quanto rivelato da David Eagleman, andiamo a conoscere che cos’è per definizione la metamorfosi. Parliamo di un processo mediante il quale gli animali subiscono cambiamenti fisici estremi e rapidi qualche tempo dopo la nascita. Il risultato della metamorfosi può essere un cambiamento dell’intero piano corporeo dell’organismo.

I cambiamenti che portano alla metamorfosi sono innescati dagli ormoni, che il corpo dell’animale rilascia come le giuste condizioni per l’avvicinarsi del processo. Gli ormoni causano cambiamenti drastici al funzionamento delle cellule e persino cambiamenti comportamentali come il bruco che gira il suo bozzolo. Gli scienziati rimangono incerti sul motivo per cui la metamorfosi si è evoluta.

Metamorfosi della morte di Eagleman: l’attesa del momento ‘finale’

Nel libro Sum, David Eagleman ha parlato dell’aldilà con un punto diverso rispetto al solito. In uno dei capitoli ha spiegato la metamorfosi della morte, dove ha parlato dei tre momenti che succedono la morte. Abbiamo già detto che il primo riguarda quando il nostro corpo smette di respirare e quindi non è in vita. Il secondo poi arriva quando il nostro corpo viene deposto all’interno della tomba da famiglia e amici. Ed infine, che si può considerare l’evento ultimo, quando verrà detto il nostro nome l’ultima volta.

È proprio in quest’ultimo punto che c’è la morte definitiva, ovvero quando nessuno più dirà il nostro nome. Eagleman spiega che, prima che si avveri questo momento, c’è una lunga attesa. Lo ha ‘disegnato’ come un “luogo uniforme illuminato da luci fluorescenti”. nel quale ci sono molti tavoli dove ci sono biscotti, caffè e tè ed ognuno si può servire come e dove vuole. È “un’infinita sala d’attesa dell’aeroporto” dove ci sono persone che arrivano da tutto il mondo ed ognuno può intavolare conversazioni.

Una conversazione che potrebbe essere interrotta in ogni momento quando nessuno più si ricorderà di noi sulla Terra, ovvero fin quando non ci sarà nessuno dei nostri cari che possa ricordarci e dire il nostro nome. Una volta che nessuno più ricorderà il nostro nome saremo “Chiamati” per la partenza definitiva. Perché, come ha spiegato il neuroscienziato, tutti noi “viviamo nella testa di coloro che si ricordano di noi”, anche se c’è il rischio di perdere il controllo delle nostre vite perché alla fine diventiamo ciò che vogliono gli altri.

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