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Tumore ai polmoni, scoperte le cause per i non fumatori

Sappiamo bene che una delle principali cause del tumore ai polmoni è il fumo di sigaretta. Ciò però non significa che i non fumatori sono salvi da questo tipo di cancro.

Proprio per questo è stato eseguito uno studio a livello internazionale che ha messo in evidenzia come nei non fumatori ci sono mutazioni genetiche differenti rispetto a chi invece fuma.

Lo studio in questione è stato poi pubblicato su Nature Genetics e può rappresentare una svolta nel settore, ma soprattutto nella ricerca di nuove cure che potranno poi essere personalizzate.

Le mutazioni che scatenano il tumore dei polmoni nelle persone che non hanno mai fumato sono diverse da quelle che sono state riconosciute fino a oggi nei fumatori.

La ricerca ha dimostrato che tali mutazioni dipendono da dei processi naturali interni alla cellula stessa.

La ricerca

Maria Teresa Landi è stata la coordinatrice di questa ricerca. Dopo il suo dottorato in Epidemiologia Molecolare nell’Università di Milano si trasferì per lavoro negli Stati Uniti e lavora nella divisione Epidemiologica e Getica del National Cancer Institute.

Ogni anno viene diagnosticato il tumore ai polmoni a circa due milioni di persone, di cui una percentuale che va dall’85 al 90% sono fumatori.

Perciò coloro che si ammalano di cancro ai polmoni senza aver mai fumato sono davvero una piccola percentuale, che va dal 10 al 15 %. Le cause possono essere l’esposizione al fumo passivo, a inquinanti e fattori ambientali. Però non era ancora ben chiaro il meccanismo, non fino a oggi.

La ricerca ha preso in esame 232 pazienti che non hanno mai fumato e che hanno il tumore ai polmoni, di cui il 75% erano donne con un’età media di 65 anni. Secondo la ricerca esistono diversi sottotipi di cancro ai polmoni in questo caso, con caratteristiche distinte, così come la loro evoluzione. Ecco perché secondo Landi in futuro è possibile sperare in trattamenti che hanno diversi sottotipi.

Tre sottotipi di tumori

Sono tre i sottotipi di tumori che i ricercatori hanno preso in esame e li hanno associati inoltre a nomi ispirati alla musica.

  • Il sottotipo “piano” ha tante mutazioni ed è difficile da trattare, inoltre è il gruppo più numeroso. Si forma lentamente negli anni.
  • Il sottotipo “mezzo-forte” invece presenta mutazioni del gene EGFR e ha uno sviluppo rapido della malattia.
  • Infine il sottotipo “forte” viene originato da un processo simile a quello dei fumatori ed è molto veloce nello svilupparsi.
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Claudia Lemmi

Classe '89, una passato di arte che inizia con un pennello e prosegue con una biro in mano. Oggi sono web writer specializzata nella creazione di contenuti sul benessere, la salute e l'alimentazione.

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