Farina di grillo, presto nei supermercati? Il via libera dall’UE

La Ue ha ufficialmente concesso il via libera sanitario alla produzione e vendita di cibi a base di insetti. Come reagirà la collettività italiana di fronte a tutto questo? Proviamo a capire insieme cosa sta accadendo, rispetto a un cambiamento annunciato ma non certo atteso a furor di popolo.

Una rivoluzione per molti, una scelta a dir poco raccapricciante per altri. Quello che potrebbe sembrare, in un paese come l’Italia, un passaggio a dir poco assurdo e controverso, in una Nazione eccellenza della gastronomia e dei prodotti regionali, diventa invece realtà a livello continentale.

Insetti cibo Ue
Insetti cibo Ue

Laddove siamo di fronte a prodotti che qui da noi sembra e sembrerà, ancora per molto tempo, davvero assurdo dover mangiare, avendo a disposizione, nonostante la crisi, materie prime anche povere di qualità assoluta (il mare ci offre nei porti di casa nostra una cassetta di alici a 4 euro al chilo), perché dovremmo mai decidere di mettere sulle tavole dei nostri figli farina di grillo e vermi arrostiti da mangiare, magari al posto di una bella e sostanziosa carbonara?

Sta di fatto che qualcosa è cambiato, anche se facciamo fatica a immaginare, da qui a poco, nelle nostre tavole, o nei nuovi punti vendita da asporto o con tanto di servizio ristorazione che nasceranno nelle città italiane, che la massa si fionderà alla scoperta del gusto insolito di cavallette alla griglia.

C’è poco da discutere sul valore proteico, così come immaginiamo che in un prossimo futuro disastroso, dal punto di vista climatico, questo potrebbe davvero rappresentare il cibo del futuro in mancanza di altro. Appunto, in mancanza di altro. Ma finché potremo scegliere un risotto al radicchio trevigiano tardivo e parmigiano 40 mesi, secondo voi come ci orienteremo?

La notizia però c’è e va data. La Ue ha deciso di avallare produzione e vendita di cibi a base di insetti, freschi e confezionati. Se il pensiero degli hamburger di vermi con patatine di grilli sul lato ti fa venire l’acquolina in bocca, non sei solo. Molti la potrebbero pensare come te. Per altri, molti altri, potrebbe trattarsi di cibo cosiddetto da sopravvivenza. Insomma non siamo superstiti di un disastro aereo e ritroviamo soli e sperduti nella giungla amazzonica. Non ancora si spesa. Ma la realtà è questa. Insetti e striscianti raccapriccianti stanno diventando sempre più una tendenza gastronomica nell’UE.

Insetti nei nostri piatti: cosa succede?

Dai frullati proteici alle barrette di cereali e muesli, gli insetti da mangiare sono in aumento in Europa in tutti i tipi di alimenti ricchi di elementi nutrienti, oltre a diventare ingredienti in piatti popolari come pasta, pizza, torte e hamburger.

Ci sono testimonianze brillanti di flotte di persone che adorano masticare piccole creature, tra cui lo chef con tre stelle Michelin René Redzepi e il comandante della Stazione Spaziale Internazionale, Samantha Cristoforetti.

La rivoluzione è già arrivata, affermano gli appassionati di insetti e gli evangelisti degli insetti commestibili. Vermi e altri insetti striscianti sono i portabandiera di una spinta alla sostenibilità nella catena di approvvigionamento alimentare, un progetto che soddisfa le ambizioni del Green Deal, l’iniziativa ambientale di punta dell’Unione europea. Ciò significa che l’UE sta sostenendo la nuova tendenza dei “buongustai”.

Gli insetti sono un superalimento salutare sia per il pianeta, per la sua piccola impronta di carbonio, sia per l’uomo, in quanto fornisce molti benefici nutrizionali. Lo afferma Gabrielle Wittock, fondatrice di Yuma, una start-up con sede a Bruxelles che utilizza farina di grilli per fare fette biscottate e cracker. Ma davvero, si chiede la massa, useremo presto gli insetti anche negli spaghetti aglio e olio?

I prodotti di Yuma si stanno dimostrando davvero popolari. Un alimento base sugli scaffali dei negozi di alimenti biologici del Belgio, sono anche riforniti dai principali supermercati del paese e ora si stanno avventurando nei mercati olandesi, francesi e britannici. Accadrà tutto questo davvero anche in Italia? Staremo a vedere.

 

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