News

Variante Delta, non è più mortale però ad alta contagiosità

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, ha recentemente dichiarato che la variante Delta è sicuramente molto più contagiosa rispetto al ceppo originale del Covid19. Solo in Italia infatti ha una prevalenza del 94,8%. C’è però anche una buona notizia. Secondo l’OMS non è più letale, questo stando a ciò che ha dichiarato oggi Maria Van Kerkhove, responsabile dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ciò non significa però abbassare la guardia. I vaccini restano comunque fondamentali per poter ottenere la protezione necessaria contro le forme gravi di questa malattia. Il virus perciò è lo stesso, solo che ha una contagiosità più alta ed è per questo che occorre procedere con la vaccinazione di massa in tempi veloci, così da contrastare la corsa del virus in questo contagio che sta colpendo l’Europa.

In Italia stiamo vivendo la quarta ondata, però la situazione negli ospedali resta stabile. I vaccini stanno facendo bene il loro lavoro e non ci sono morti tra coloro che hanno finito il ciclo vaccinale e hanno successivamente contratto la variante Delta.

Come procede la pandemia in Italia

Abbiamo appena visto che è la variante Delta a dominare in Italia ed è la causa del 94,8% dei contagi. Il 30 luglio Brusaferro, durante la solita conferenza stampa, ha dichiarato che vi è un’incidenza crescente, con 58 casi ogni 100 mila abitanti in soli 7 giorni. Negli ospedali però la situazione è stabile e non vi è un eccessivo affollamento.

Per quanto riguarda l’RT siamo a 1,57, perciò siamo stabili sopra la soglia epidemica. Negli ospedali il valore è stabile a 1,46, perciò come spiegano i medici, è bene continuare a seguire tutti i piani di contenimento e di vaccinazione adottati fino a oggi.

Per quanto riguarda invece l’età media di chi contrae l’infezione, questa si è ridotta. Adesso a essere colpiti sono soprattutto le persone dentro la fascia di età tra i 10 e i 29 anni. I ricoverati sono soprattutto tra i 49 e i 63 anni in terapia intensiva.

La buona notizia è che al momento ci sono molti posti liberi negli ospedali. Il tasso di occupazione nelle terapie intensive è al 2% al momento e questo è dovuto al vaccino, in particolare a chi ha già ottenuto la seconda dose. Solo così infatti si può avere una protezione elevata sui decessi e i ricoveri.

Covid in Lombardia, l’immunità di gregge è vicina

Sembra che in Lombardia l’immunità di gregge è vicina. Parliamo infatti di 12.040.072 dosi somministrate di vaccino. A livello regionale infatti solo l’8% delle persone hanno preso la variante Delta del virus, però di questi nessuno è finito in terapia intensiva e non ha perso la vita.

Per il 31 agosto è previsto arrivare a 13.400.000 somministrazioni, raggiungendo il 74% delle persone vaccinate. Bisogna poi considerare che molte persone hanno già avuto il Covid senza rendersene conto e di conseguenza è altamente probabile che siamo vicini ai numeri necessari per parlare di immunità di gregge. Già il 13 settembre infatti la campagna di vaccinazione massiva sarà conclusa.

Tags

Claudia Lemmi

Classe '89, una passato di arte che inizia con un pennello e prosegue con una biro in mano. Oggi sono web writer specializzata nella creazione di contenuti sul benessere, la salute e l'alimentazione.

Articoli correlati

Close